Nato dalle community online e dalla presenza di giovani in rete ma non solo, anche di trentenni in cerca dell’amico online o di notizie del vecchio compagno di scuola, è il network digitale basato sulla comunità e su siti che fanno perno sulla socievolezza degli utenti e sulla frivolezza del passar tempo online.
Il web 2.0, così è stato definito, è una marmellata di prodotti pensati per fare conoscenza, scambiare informazioni e feedback tra utenti più velocemente, molto altro ancora.
Lo scopo di questo articolo non è quello di definire cosa è il web 2.0, ciò che è stato spiegato su mille e più siti, bensì di sostenere che questo presto finirà, forse non sarebbe neanche mai esistito senza l’onda di passaparola e la mistificazione di parole come “social” “share” “community”.
Il 2.0 potrebbe funzionare ed essere divertente, ma come tutte le cose che devono durare ha bisogno di un modello economico che lo sostenga ed invece è stato creato senza un preciso e concreto appoggio economico, nel nome del bene comune, della condivisione, del tutto per tutti e subito, della frivolezza oserei dire.
continua…
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