gennaio 2007
Archivio mensile
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Inviato da info il 29 gen 2007 | in: Caffè, Caffè elaborati, Caffè espresso, Caffè shakerato
Dissetante
Il caffè shakerato è una preparazione esclusiva, piuttosto recente, da bere specialmente in estate, con ghiaccio e servito freddo, freddissimo.
Un caffè shakerato è molto dissetante, una pausa dal caldo della città: refrigerio dal ghiaccio e vigore dal caffè.
Goloso il sapore, vediamo nel dettaglio come lo si prepara.
E’ composto da questi ingredienti:
Come si prepara:
Versare il caffè in uno shaker (vedi foto)
, agitare bene per una durata da 30 secondi a un minuto.
E’ importante non sostituire lo shaker con altri metodi, altrimenti che caffè shakerato sarebbe… uno shaker economico lo si trova anche nei supermercati.
Più si agiterà il caffè più si scioglierà il ghiaccio nello shaker, che insieme al caffè caldo formerà una leggera schiuma, caratteristica del caffè shakerato.
Si serve in bicchieri a calice ma anche nel tumbler
(vedi foto).
Lo sciroppo di zucchero, detto anche zucchero liquido, si può aggiungere direttamente nello shaker ma è difficile accontentare tutti i gusti; di solito il bevitore può versarsene a piacere.
Perché lo zucchero liquido? Perché quello in grani nel caffè freddo non si scioglie!
Fresco, dissetante, lo si può guarinire a piacere con chicchi di caffè, poca panna, cacao magro in polvere… ma anche “liscio” è molto buono.
Quando lo si versa il caffè va filtrato con il tappo dello shaker inserito, per non lasciar cadere il ghiaccio direttamente nel bicchiere.
Una versione alternativa:
Frozen Shake
Al posto dei cubetti si può usare del ghiaccio tritato grossolanamente, dopo la “shakerata” togliere il tappo filtrante e versare l’intero contenuto dello shaker, comprese le scaglie di ghiaccio che nel frattempo si saranno assottigliate e andranno a formare un leggero strato nel bicchiere; ghiacciato buono e rinfrescante.
Info: Per tritare il ghiaccio a mano occorre un panno di cotone pulito; ponetevi il ghiaccio in cubetti all’interno, richiudendo il panno come una sacca, poi appoggiatelo su un piano molto robusto, magari un tagliere, battete il panno con uno strumento pesante, un batticarne (vedi foto)
va benissimo.
Il caffè shakerato è famoso anche per le storpiature del nome, peraltro già strano e anglofono.
Ecco alcune perle tratte da menù e cartelli nei bar:
Modi di dire “Caffè shakerato”
Inviato da info il 26 gen 2007 | in: Arte nel caffè, Caffè, Suggerimenti
Decorare una tazza per caffe
Nell’arte si sà molto è lasciato all’estro, tuttavia alcuni semplici consigli possono agevolare e permettere anche a chi non è proprio un esperto di creare alcune composizioni di tutto rispetto, magari per stupire gli amici o solo per collezionismo.
Un’idea molto in voga e piuttosto semplice da realizzare è quella di decorare le tazzine da caffè con disegni e forme personalizzate.
Per fare questo si usano dei colori per ceramica o per vetro in base alle proprie esigenze; questi si possono reperire in qualsiasi cartoleria ben fornita ma meglio ancora in quei negozi che vendono materiale artistico come colori vari, pennelli, smalti e altro. In alternativa si può tentare di trovare questi colori in un grande magazzino per il “fai da te”, spesso se ne trovano anche lì.
Attenzione alle caratteristiche chimiche della vernice che acquistiamo se vogliamo usare le tazzine decorate per berci davvero il caffè e non solo come oggetti decorativi, devono contenere meno solventi possibili quindi non tossici e soprattutto devono essere colori resistenti ai lavaggi. Assolutamente da non fare è mettere in lavastoviglie le tazze decorate: i colori per ceramica resistono fino ad una certa temperatura.
Le tazzine da caffè già decorate che si trovano in commercio sono state realizzate con trattamenti molto diversi da quelli che si possono effettuare entro le mura domestiche, con cotture dei colori in forni ad alta temperatura, fissaggi special; non provatelo a casa.
Ora che abbiamo i nostri colori procediamo alla decorazione. Prima di tutto occorre una tazzina di colore neutro, non necessariamente bianca, che non presenti troppi colori di base, poiché intervenire su un disegno esistente di solito è più difficile.
E’ buona norma fare una prima prova su carta, pensate al disegno da fare, alla decorazione, disegnatelo per esteso su un foglio di carta fine, coloratelo approssimativamente con una matita, poi avvolgete il foglio intorno alla tazzina neutra per rendervi conto dell’effetto visivo di massima; noterete che spesso la prima idea può non essere la migliore e risparmierete tazzine da caffè sacrificando solo pochi economici fogli di carta.
Decisa la decorazione da effettuare, preparate i colori e un pennello piccolo: possiamo iniziare.
Tracciate prima delle linee leggere per definire i contorni, poi pian piano riempite con tratti di colore, sempre leggeri, meglio ripassare più volte che sbagliare, i colori per ceramica sono molto forti e soprattutto altamente indelebili.
Un’idea per la decorazione?
Alcune linee orizzontali lungo il perimetro del corpo della tazzina sono un classico, da variare con più colori o tratteggi, ondulazioni, seghettature dei tratti, spessori diversi.
Più complessi ma non troppo: cani stilizzati, gatti, frutta, case, disegni da fumetto, chicchi di caffè, a fantasia.
Un’altra tecnica di decorazione è quella del decoupage che presto verrà trattata qui.
Buona decorazione
Inviato da info il 26 gen 2007 | in: Caffè, Caffè internazionali, In tutte le lingue
Caffè Greco
Il caffè greco, detto talvolta anche caffè alla turca, è molto forte, scuro e con polvere di caffè in aspersione.
Lo si prepara in un apposito bricco di ottone dalla forma singolare chiamato Briki.
Il briki è composto da un recipiente cavo piuttosto stretto e un manico.
Come si prepara il caffè greco:
mettere l’acqua fredda nel briki e porlo sul fuoco; aggiungere la polvere di caffè e lo zucchero prima che l’acqua sia bollente.
La polvere di caffè deve essere macinata piuttosto fine.
Come riconoscere un caffè greco forte?
Il caffè greco è tutto forte, tuttavia se presenta una leggera schiuma in superficie si tratta di un caffè molto forte.
Il caffè greco non si beve fino in fondo per evitare di ingerire la fondata di polvere di caffè molto forte e poco piacevole al palato.
Caffè poco raffinato e forte, una bella sveglia magari dopo un pasto pesante.
Riflessione per il degustatore:
Il caffè greco ottenuto con miscele di caffè arabica e robusta, provarli entrambi e confrontare.
Inviato da info il 26 gen 2007 | in: Caffè, Caffè decaffeinato, Caffè espresso
Caffè decaffeinato
Una preparazione sempre in voga è il decaffeinato, detto anche Deca o Dek.
Il suo successo è dovuto principalmente all’intolleranza alla caffeina di alcune persone ed in molti altri casi alla voglia di concedersi un caffè in più senza preoccuparsi troppo per gli effetti soprattutto nervosi della caffeina.
Quanti caffè decaffeninati si possono bere al giorno?
Come al solito la risposta è molto soggettiva, tuttavia il caffè decaffeinato deve contenere al massimo lo 0,1% di caffeina, una quantità veramente esigua, quindi gli effetti della caffeina sono essere ridotti al minimo.
Una miscela normale di caffè arabica contiene circa l’1-2% di caffeina, la Robusta spesso ne contiene anche il doppio, è possibile rendersi conto della proporzione tra caffè normali e decaffeinato (0,1%).
Il decaffeinato non è però un prodotto estraneo al caffè normale, non viene prodotto in laboratorio derivandolo da chissà quali altre sostanze…
Il decaffeinato proviene dal caffè vero e proprio, al quale sono state tolte alcune caratteristiche tramite degli speciali lavaggi industriali dei chicchi; durante questo processo il caffè perde la caffeina, ma conserva quasi tutte le altre caratteristiche organolettiche e chimiche.
In conclusione: il decaffeinato non è un surrogato, è caffè a tutti gli effetti, seppur maggiormente trattato e privato della “fastidiosa” caffeina.
Inviato da info il 26 gen 2007 | in: Arabica e Robusta, Caffè, Miscele di caffè, Tipi di caffè, Torrefazioni, Tostatura caffè
Miscele di caffè

Quando si parla di caffè viene in mente subito la parola “arabica“, infatti la maggior parte del caffè che troviamo in vendita e che si beve proviene dalla pianta del caffè detta “coffea arabica”. Questa pianta è piuttosto fragile e coltivarla non è affatto facile se non si hanno esperienza e mezzi adeguati.
Terreno prediletto dall’arabica sono gli altipiani.
Dall’arabica si ottengono le maggiori produzioni di caffè diffuse in tutto il mondo come anche la diffusissima moka, che non è solo il nome della famosa caffettiera.
Un altro tipo di caffè è la qualità “robusta“. Questa produzione è molto meno famosa dell’arabica, tuttavia per un vero appassionato di caffè è una vera perla. Nota dolente è l’altissimo contenuo di caffeina nel caffè da bere prodotto da miscele Robusta.
Il gusto è più amaro, quasi legnoso; il colore più intenso, quasi mai la bevanda che ne deriva presenta crema di caffè, quasi inodore. Si direbbe un caffè per palati forti.
La qualità robusta fu individuata prima in Africa, ad oggi viene coltivata anche in Asia e indonesia.
Esistono poi miscele di caffè arabica e robusta; mischiate nelle giuste dosi da esperti torrefattori, danno luogo a caffè equilibrati, gustosi e cremosi come la Arabica, forti e corposi come la Robusta.
Un’ulteriore tipo di caffè è “Java“; meno conosciuta e coltivata principalmente in Indonesia, questa varietà in realtà fa parte della qualità “Robusta“.