Tipi di caffè
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Inviato da info il 26 gen 2007 | in: Arabica e Robusta, Caffè, Miscele di caffè, Tipi di caffè, Torrefazioni, Tostatura caffè
Miscele di caffè

Quando si parla di caffè viene in mente subito la parola “arabica“, infatti la maggior parte del caffè che troviamo in vendita e che si beve proviene dalla pianta del caffè detta “coffea arabica”. Questa pianta è piuttosto fragile e coltivarla non è affatto facile se non si hanno esperienza e mezzi adeguati.
Terreno prediletto dall’arabica sono gli altipiani.
Dall’arabica si ottengono le maggiori produzioni di caffè diffuse in tutto il mondo come anche la diffusissima moka, che non è solo il nome della famosa caffettiera.
Un altro tipo di caffè è la qualità “robusta“. Questa produzione è molto meno famosa dell’arabica, tuttavia per un vero appassionato di caffè è una vera perla. Nota dolente è l’altissimo contenuo di caffeina nel caffè da bere prodotto da miscele Robusta.
Il gusto è più amaro, quasi legnoso; il colore più intenso, quasi mai la bevanda che ne deriva presenta crema di caffè, quasi inodore. Si direbbe un caffè per palati forti.
La qualità robusta fu individuata prima in Africa, ad oggi viene coltivata anche in Asia e indonesia.
Esistono poi miscele di caffè arabica e robusta; mischiate nelle giuste dosi da esperti torrefattori, danno luogo a caffè equilibrati, gustosi e cremosi come la Arabica, forti e corposi come la Robusta.
Un’ulteriore tipo di caffè è “Java“; meno conosciuta e coltivata principalmente in Indonesia, questa varietà in realtà fa parte della qualità “Robusta“.
Inviato da info il 16 gen 2007 | in: Assaggiare il caffè, Caffè, Caffè espresso, Suggerimenti, Tipi di caffè
Caffè espresso
il caffè espresso è quello che tutto il mondo ci invidia: un caffè piuttosto basso, cremoso, forte ma gustabile, ci sono varie tecniche per riconoscere un buon espresso, vediamone alcune: è fondamentale osservare il colore della crema.
Una crema in superfice di colore noce un scuro, è indice di un caffè bruciato e il gusto non sarà dei migliori, se invece è di colore marroncino chiaro e “slavato” e nella tazzina potete vedere il caffè nero sotto alla crema significa che è un caffè troppo lungo oppure è stata impiegata poca polvere nel prepararlo.
Una buona crema ha un colore sul nocciola chiaro, tendente al caramello.
Un espresso lo si beve tipicamente al bar, anche se ultimamente sono in commercio e a noleggio alcune macchine da caffè dette “da ufficio” o “semiprofessionali“ che utilizzano delle cialde contenenti una quantità predosata di caffè pronta all’uso, queste macchine sono descritte in dettaglio alla sezione macchine da caffè.
Un buon espresso si riconosce fondamentalmente da pochi indizi: il colore della crema come appena detto, la consistenza della crema, la quale si può verificare con un curioso e velocissimo esperimento utilizzando il cucchiaino per zuccherare il caffè: osservate come lo zucchero cade dentro alla tazzina, se rimane sospeso per qualche istante sul velo superficiale di crema del caffè, è un buon espresso! Se invece lo zucchero cade a piombo sul fondo della tazzina quasi sicuramente vi hanno dato quello che volgarmente è detto “uno sciacquone” ovvero un espresso insipido e malfatto, lamentatevi con il gestore o comunque tenete a mente che non vi ha servito un vero espresso.
Non accettate caffè espresso senza una crema consistente, è probabilmente la sua caratteristica migliore.
Un altro elemento da tenere a mente per valutare un espresso è l’aroma, quel profumo coinvolgente che caratterizza ogni buon caffè.
L’argomento merita un ampio approfondimento, prossimamente.
Inviato da info il 16 gen 2007 | in: Caffè, Caffè espresso, Tipi di caffè
Caffè basso (ristretto)
il caffè basso è un espresso alto poco meno della metà di un “caffè italiano” normale; lo si prepara con la stessa quantità di polvere del caffè espresso ma la quantità di bevanda da versare in tazzina in questo caso deve essere veramente poca: indicativamente un centimetro di altezza nella classica tazzina da caffè piccola.
Un ristretto in tazza grande è possibile ma piuttosto improbabile poiché si raffredderebbe all’istante per via della grande superficie esposta ed il caffè stesso apparirebbe ancora meno di quello che è “scomparendo” nella tazza grande.
Lo si può servire in vetro sempre se in bicchieri piccoli.
Il caffè ristretto è spesso preferito da chi beve molti caffè al giorno, poiché è ovviamente meno forte di un espresso normale contenendo meno bevanda e “fa meno male” (anche se questa leggenda urbana è tutta da dimostrare, è abbastanza ovvio pensare che corrisponda a verità per via della ridotta quantità di caffeina contenuta nel ristretto, per forza di cose).
Zucchero nel ristretto?
Come sempre a proprio piacere ma… l’appassionato di caffè che prende un buon numero di caffè spesso li preferisce ristretti e di frequente anche completamente amari, d’altronde nel ristretto c’è già così poco caffè, aggiungendoci molto zucchero rischieremmo di avere una “caramella al caffè“!